venerdì 14 dicembre 2018
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Piacenza, Mediaworld: “Comportamento inaccettabile dell'azienda: sciopero a sorpresa in prossimità delle festività Pasquali”

Piacenza, Mediaworld: “Comportamento inaccettabile dell'azienda: sciopero a sorpresa in prossimità delle festività Pasquali”
PIACENZA - Sarà ancora sciopero a Mediaworld Piacenza: una protesta “articolata e improvvisa” spiega Elisa Barbieri della Filcams Cgil di Piacenza. A fronte “dell'inaccettabile comportamento dell'azienda - si legge in un volantino sindacale – i sindacati nazionali del comparto per protestare contro la decisione unilaterale di trasferimenti e chiusure hanno annunciato l'astensione dal lavoro per l'intero turno (otto ore) in prossimità delle festività Pasquali”. “In prossimità delle festività Pasquali – spiega Elisa Barbieri - i 35 dipendenti di Mediaworld Piacenza scenderanno in sciopero, senza preavviso. Da tre anni l'azienda dice di voler unificare la rete vendita e l’online attraverso l’omnicanalità, ma finora abbiamo assistito solo alla confusione organizzativa e al peggioramento delle condizioni di lavoro e, conseguentemente, al peggioramento del servizio. Il conto degli errori fatti viene impropriamente presentato ai lavoratori”.
Lo spostamento improvviso della sede, l’annuncio della fine del contratto di solidarietà, la chiusura inattesa di Grosseto e di Milano Centrale, le minacce di trasferimento, la mancanza di informazioni sul bilancio e su quali siano gli altri negozi che non hanno la sostenibilità economica, la riduzione delle maggiorazioni domenicali insieme all’eliminazione del bonus sono alcune delle pesanti criticità per cui Filcams, Fisascat e Uiltucs proclamano lo sciopero ed invitano le lavoratrici ed i lavoratori a continuare a sostenere la mobilitazione.
Sono oltre 350 i lavoratori in Emilia Romagna su 10 punti vendita ubicati in diverse province (35 i dipendenti a Piacenza): “Se questa è la modalità con cui Mediamarket gestisce le riorganizzazioni aziendali ciò è inaccettabile anche per il nostro territorio. All’arroganza dell’azienda che riduce i diritti e le tutele dei lavoratori, trasferisce unilateralmente e non accetta il confronto, è necessario rispondere duramente, quindi dopo lo sciopero del 3 Marzo e di questa proclamazione, seguiranno ulteriori mobilitazioni” conclude Barbieri di Filcams Cgil Piacenza.

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